Stay at home come storytelling aziendale

Stay at home, questa frase, questo slogan, evocherà per sempre questo periodo storico, diventando, infondo, il payoff di un’epoca.

Tuttavia, come ormai sembra essere chiaro, questo restare a casa non ha nulla a che vedere con lo stare fermi. Anzi, mai come oggi nelle attività di marketing è importante muoversi.
Ma come si fa a trasformare una raccomandazione, che per molti evoca un imperativo, in brand identity?
Aziende come Ceres, hanno fatto del marketing situazionale, soprattutto a livello social il proprio cavallo di battaglia, analizzando il sentiment diffuso e cavalcando al meglio la viralità di certi concetti.
Prendiamo il caso di Nike: la community di questo importante marchio è prevalentemente di giovani, per la maggior parte sportivi, e da sempre ha saputo bilanciare i toni di una comunicazione rapida e fresca con concetti carichi di emozione e epicità. Non si smentisce nemmeno in questo caso “il you ever dreamed of playing for milions around the world, no wow your chance. Play inside, play for the world.” Ovvero “se hai sempre sognato di giocare per milioni di persone in tutto il mondo, ora è la tua occasione.”
Altro caso degno di nota è Audi, che addirittura arriva a modificare il proprio marchio con una comunicazione diversa dalla classica ed istituzionale che la caratterizza “keep your distance, stay together”.
Birra Peroni, poi, che cerca di fare leva sugli affezionati “siamo nelle vostre case dal 1846. Ora però stateci anche voi”, mentre OVS muove la sensibilizzazione verso questo tema lanciando l’hashtag #insiemesivince aprendo le porte ad una digital challenge che in questo periodo un po’ noioso si rivela essere una strategia vincente.
Gli esempi sono innumerevoli.
Con poche righe appassionate, Giorgio Armani ha riempito intere pagine di giornali per esprimere la vicinanza, sua e di tutto il brand, agli operatori sanitari, in prima linea per contrastare il coronavirus.
Fa lo stesso Eni, che punta sui medici di famiglia: fonte di energia – doppio senso non da poco – per stare uniti e bene. Meglio se a casa. Le aziende si stanno adeguando al contesto, rispondendo a questa improvvisa evoluzione del mercato, cercando di trasmettere un messaggio rassicurante per la gestione dell’emergenza, come pure nella prospettiva – al momento senza una data certa – della ritornata stabilità.
Esiste una paura da domare, è innegabile e questo i grandi marchi l’hanno capito. Hanno capito l’importanza di essere vicini al consumatore, di tendergli la mano e dirgli in tanti modi diversi “andrà tutto bene”.