Caratteri

Un dante per il web?

Ieri, 25 Marzo, si è celebrato in tutto il mondo il Dante’s day, e chi meglio del Sommo Poeta può invitarci a riflettere sull’importanza delle parole? Spesso internet, ed in particolar modo i social media, vengono etichettati come i maggiori responsabili dell’impoverimento lessicale della nostra lingua…ma siamo certi sia proprio così? “Ho passato tutta la mattina a mettere una virgola e nel pomeriggio l’ho tolta.” così diceva Oscar Wilde, possiamo ancora ritenere attuale questa attenzione minuziosa alla scrittura nel 2020?

Facciamo qualche passo a ritroso. Che parola e pubblicità siano sempre stati connessi è un dato di fatto. Celebre è infatti questa “parabola del mondo del marketing” che ora vi raccontiamo. Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase.

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente illustrato la tua situazione in un modo diverso ” . Sorrise e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: “Oggi è primavera e io non posso vederla”.

Oltremodo esplicativa, questa favoletta risulta essere oggi ancora attuale. Le parole che conosciamo sono immagazzinate nella nostra mente attraverso reti che ci favoriscono il recupero del loro significato: per esempio, se pensiamo alla parola “osso” in noi può essere evocata l’immagine di uno scheletro oppure quella di un cagnolino che lo sotterra in giardino. Per la scrittura meglio nota come “copywriting” questo sistema di evocazioni è fondamentale per centrare l’obiettivo della comunicazione. L’italiano, inoltre ha una potenzialità estrema nell’uso dei sinonimi: pensiamo alle sensazioni da noi generate dalle parole “sinistro”, “incidente”, “schianto”, sinonimi ma in grado di far emergere visioni decisamente diverse.

Scrivere per il web è arte ed al contempo un razionale sistema di ricerca, per questo non è semplice scrivere un testo pensato per essere letto da PC, tablet o smartphone. Si tratta di un lavoro legato alla generosità e all’empatia, si pensa all’utente e non alla propria autocelebrazione. Il segreto per una buona attività di copywriting risiede in questo. Nella  attività di scoprire e indagare. Identificare il target, elaborare un tono di voce adatto, utilizzare  termini indicizzati, ed organizzare i contenuti nel modo più fruibile per gli utenti. Non è sufficiente “raccontarsi” con una grammatica corretta, ci si deve mettere in connessione.

Una corretta scrittura web è importante tanto quanto delle belle immagini ed una grafica vincente. Per questo è fondamentale rivolgersi a specialisti che sappiano amare la qualità e che permettano di raggiungere risultati.